La nuova frontiera dei partner Cisco


Goldwin 28 Aprile 2010

Al Partner Summit 2010 di San Francisco il vendor sprona i partner ad affrontare insieme le sfide poste dalle tecnologie della collaboration e della cloud virtualization per condividerne le grandi potenzialità. Pronti due nuovi programmi di canale


"Riscrivere insieme le regole del gioco, per affrontare con successo la transizione che i mercati dell’It stanno compiendo verso le nuove frontiere della tecnologia". Queste le parole con cui Keith Goodwin, senior vice president worldwide partner organization di Cisco, ha aperto oggi a San Francisco l’edizione 2010 del Cisco Partner Summit. Dopo gli stimoli a reagire alla crisi economica lanciati all’indiretta qualche mese fa, ora, fiutata la ripresa, il vendor invita i partner a misurarsi con le sfide poste al business del canale dallo sviluppo sempre più insistente di tecnologie a applicazioni collegate al mondo del networking.

Sotto i riflettori, in particolare, collaboration, videoconferenza, virtualizzazione del data center  e le diverse applicazioni e servizi ricavabili dal cloud computing. "La convergenza ormai diffusa di queste tecnologie e la conseguente creazione di infrastrutture di comunicazione unificate – ha proseguito Goodwin – sta trasformando la Rete e, soprattutto, le modalità con cui i consumatori fruiscono della tecnologia. Per questo Cisco intende mettere a disposizione dei rivenditori tutti gli strumenti utili a cogliere le opportunità di questa metamorfosi".

Per convincere la platea circa la bontà delle proprie previsioni, poi, il vice president ha snocciolato dati ricavati dalle ultime rilevazioni di mercato: "Otto miliardi di dollari di transazioni effettuate dai partner rispetto alla collaboration e 60% del recente business totale dell’indiretta svolto sulle nuove suite di videoconferenza; senza contare le enormi potenzialità racchiuse nel “Borderless network”, un’infrastruttura che per l'ottimizzazione dei costi e delle prestazioni sta avendo un grande impatto sui mercati".

Una menzione particolare per l’offerta dei data center, fisici e virtuali, "per cui Cisco non gode di grandissima visibilità rispetto alla proposta di networking ma che pure frutta 25 miliardi di dollari e vede crescere anno su anno il numero dei partner specializzati" e per il cloud, "un settore che, più di altri, prospetta ai reseller la profittabilità dei servizi e delle relative marginalità, ma che, data la sua vastità e poiché ultimamente inflazionato, andrebbe ben ordinato in applicazioni e specializzazioni precise".

Su questa falsariga, per raccogliere il guanto di sfida lanciato dai mercati, quello che Cisco chiede ai partner è, soprattutto, la condivisione di prospettive e strategie di business. "Se il gioco cambia, se le tecnologie evolvono – ha speigato Goodwin – allora è necessario sviluppare in comune nuovi paradagmi, creare delle roadmap, che magari siano anche in grado di tradurre in benefici spendibili per il partner le caratteristiche stesse delle tecnologie, come avviene per i servizi di assistenza in hosting ricavati dalla collaboration".

Da parte sua, infatti, il vendor ha già messo in pista gli strumenti per sostenere il cambiamento. "Nuove iniziative di canale per aiutare l’indiretta ad accelerare insieme a Cisco" ha commentato il vice president. Nel dettaglio, i tool lanciati dalla società in occasione di questa convention californiana sono il “Cisco Teaming Incentive Program” e il “Global Partner Network”.

Entrambi ancora allo stato di progetto pilota e disponibili a livello globale a partire dal quarto trimestre 2010, i due programmi sono finalizzati, rispettivamente, a spronare i partner sulla strada degli investimenti in tecnologie innovative e nella costruzione di architetture, tramite appositi meccanismi di incentivazione finanziaria, e a sviluppare un modello di business più vicino all’interazione con Cisco e maggiormente sensibile alle esigenze dei clienti locali e alla dialettica centro-periferia.

Giammaria Stefanìa

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