Per Eito nell'Ict l'Italia cresce meno dell'Europa
Una crescita dell'1,1% dell'It e dello 0,7% delle telecomunicazioni. Sono queste le previsioni per il 2010-2011 di Eito per quanto riguarda l'Italia. Numeri bassi ma soprattutto inferiori a quelli dei principali competitor europei (Francia, Germania, Spagna e Uk) che crescono tutti con percentuali fra il 2,6 e il 4% nell'It.
Un nuovo arretramento nel 2011 è previsto per il mercato italiano dell’elettronica di consumo (17,3%; -5,1% nel 2009 e -4,3% nel 2010). Nel 2009 il passaggio dal tradizionale segnale televisivo analogico alle tecnologie legate alla fruizione della Tv digitale ha fornito parziale sostegno alla crescita di comparto – televisori (+17%) e decoder (+132%) – in controtendenza alle perdite che hanno interessato gran parte delle altre categorie merceologiche.
Nel mercato italiano delle telecomunicazioni dovrebbe mantenersi anche nel biennio 2010-2011 un andamento disallineato: in recupero la componente servizi (-0,5% nel 2010; +1,1% nel 2011); sempre deboli gli investimenti in apparati (-2,4% nel 2010; -1,1% nel 2011). Sul fronte industriale le imprese fornitrici di apparati e sistemi per comunicazioni continuano a soffrire in Italia delle forti debolezze della domanda interna, causa il ripetuto rinvio degli investimenti nelle reti e nelle infrastrutture per comunicazioni. Nel biennio 2008-2009 il settore ha sofferto una drastica riduzione del volume di affari. Il calo occupazionale, solo considerando gli addetti diretti, è risultato pari a 1.600 unità.
Se si calcola l’indotto questa cifra sale a 4.000 posti di lavoro con un calo di circa il 4% degli addetti alle attività di Ricerca e Sviluppo come evidenziano le cifre di Anitec-Anie, l'associazione che aderisce a Confindustria che rappresenta la componente industriale del mondo Ict e che conta in Italia a fine 2009 40.100 addetti per un fatturato aggregato di 9,2 miliardi di euro.
“È fondamentale che anche in Italia le imprese e le amministrazioni pubbliche stimolino una ripresa degli investimenti in nuovi sistemi It e in reti digitali, come sta avvenendo negli altri Paesi europei - ha dichiarato Bruno Lamborghini, Presidente Eito -. Anche perché non bisogna dimenticare che oltre il 50% della crescita di produttività registrata in Europa deriva dagli investimenti in Ict, come di recente ha dichiarato il Commissario europeo per la Digital Agenda Neelie Kroes”.
Un piano nazionale di investimenti è la richiesta che arriva anche da Cristiano Radaelli, Vice Presidente Anitec.










