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Cyberwar, protezione anche per l'Ansa

12 luglio 2010
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L'agenzia di stampa entra a fare parte del gruppo di strutture critiche da proteggere contro gli attacchi informatici. Che iniziano a fare paura. I casi di Estonia e Georgia e le misure prese dall'Italia

Grazie a un'intesa firmata tra il ministero dell'Interno e Ansa, anche la principale agenzia di stampa italiana entra a fare parte delle strutture considerate critiche per la sicurezza del Paese in caso di attacchi di cybercrime. La sua rete informatica è giudicata indispensabile per contribuire alla gestione di crisi.

Quello della cyberwar è un tema tornato recentemente di attualità con le incursioni degli hacker cinesi che hanno attaccato Google e un articolo dell'Economist. Nel servizio del settimanale britannico si ricorda come cyberspazio sia ormai terreno di scontro come la terra e il mare tanto che Barack Obama ha dichiarato l’infrastruttura digitale degli Stati Uniti “una risorsa fondamentale della nazione”, nominando Howard Schmidt, ex capo della sicurezza per Microsoft, capo della cybersicurezza.

La decisione arriva dopo in maggio il Pentagono ha istituito il Cyber Command guidato dal generale Keith Alexander, direttore della National Security Agency (Nsa). Alexandeer ha il compito di di difendere i network americani, attaccando magari i sistemi di altre nazioni.  Anche Gran Bretagna, Russia, Israele e Corea del Nord si stanno attezzando per la guerra informatica, mentre l’Iran dichiara di avere il cyberesercito più grande del mondo.

Per cyberwar si intende un attacco che blocchi le infrastrutture critiche di un Paese, La rete telfonica, il sistema ferroviario, posta elettronica in tilt fino a isatelliti che se ne andrebbero per i fatti loro. Uno scenario un po' apocalittico che ha avuto però qualche anticipazione con l'attacco all'Estonia del 2007 che per una ventina di giorni ha bloccato il Paese, e l'altro episodio del 2008 quando durante la guerra tra Russia e Georgia, sono stati colpiti i siti web del governo e dei media georgiani, mentre le linee telefoniche cadevano.

In questo scenario anche l'Italia si è mossa assegnando un ruolo da protagonista a Poste italiane che un anno ha creato con Polizia di Stato e l' Us Secret Service, la European electronic crime task force. Inoltre, nei giorni scorsi è stata varata la Fondazione per la Cyber Security con l'inaugurazione del Global cyber security center (Gs-Sec), la nuova istituzione che tra i suoi obiettivi ha la definizione di regole comuni per la sicurezza via Internet.

Poste italiane non è però sola nel suo impegno. Il vero ruolo di garante delle infrastrutture è svolto dalla Polizia di Stato che nel 2009 ha istituito il Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche informatizzate) che ha il compito di proteggere le strutture critiche individuate come ministeri, agenzie ed enti che operano nei settori dei rapporti internazionali, della sicurezza, della giustizia, della difesa, della finanza, delle comunicazioni, dei trasporti, dell'energia, dell'ambiente, della salute; ma anche la Banca d'Italia e tutte le società partecipate dallo Stato, dalle regioni e dai comuni con più di 500mila abitanti che operano nelle comunicazioni, nei trasporti, nell'energia, nella salute e delle acque.

Inoltre il Cnaipic proteggerà anche ogni altra istituzione, amministrazione, ente, persona giuridica pubblica o privata la cui attività, per ragioni di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, sia riconosciuta di interesse nazionale dal ministro dell'interno, anche su proposta dei prefetti e delle autorità provinciali di pubblica sicurezza.
Anche l'Ansa, che con le sue notizie alimenta i quotidiani italiani, è entrata a fare parte del gruppo.

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