Ca: “Il mercato chiede più razionalizzazione”


9 Gennaio 2012

Efficientamento e consolidamento i progetti più ricorrenti su cui Ca e i suoi partner hanno lavorato nel 2011, spesso guadagnando spazio alle spalle dei competitor nel processo di riduzione del numero dei fornitori


La flessibilità è premiante - esordisce così Mauro Solimene, commentando le ultime mosse strategiche della società di cui è responsabile per la filiale italiana -. In un mercato fatto di giganti, Ca Technologies non punta sui volumi, sui muscoli, ma sull’agilità e quindi sulla completezza dell’offerta”.

Si giustificano così il processo di consolidamento cui il vendor ha recentemente sottoposto il portafoglio prodotti e le tante acquisizioni di medio cabotaggio (leggi Hyperformix, AppLogic, Itko e Arcot) compiute con l’intenzione di arrivare a offrire ai clienti una filiera end-to-end di software di produzione e postproduzione.

Stiamo costruendo una catena di produzione di soluzioni certificate dal primo istante, in grado di mettere i clienti nella condizione di offrire servizi innovativi” prosegue Solimene, che per quanto riguarda la filiale italiana, sottolinea i buoni risultati ottenuti nel 2011. “Parliamo di una crescita vicina ai due digit, in cui si assiste a un ribilanciamento dei fatturati. Si registrano meno investimenti in innovazione tecnologica (lo stesso cloud non è definibile un fenomeno innovativo - ndr), e più in efficientamento e razionalizzazione con l’obiettivo di spendere meno. Per noi questo spesso significa guadagnare alle spalle dei competitor, visto che nel processo di consolidamento i clienti puntano ad avere un minor numero di fornitori”.

Una buona fetta del business è derivata come sempre dai rinnovi, ma nel 2011 è stato registrato anche un incremento nella richiesta di gestione e razionalizzazione degli ambienti mainframe e nell’automazione dei sistemi attraverso la Service assurance, mentre, nel complesso, hanno retto i servizi professionali. In tema di agilità, Solimene sottolinea soprattutto l’importanza del valore e quindi della formazione per il mercato italiano.

Per vincere sui competitor - sottolinea Solimene – è importante offrire ai clienti soluzioni ai problemi di business, questo significa che sempre più spesso stiamo portando la nostra proposition al di fuori dell’It”.

I nuovi attori che si affacciano fanno parte dell’Hr, delle vendite, della direzione generale e della pianificazione strategica. “Questo significa che l’innovazione è nelle mani degli utenti – prosegue Solimene – e che, quindi, devono essere proposte soluzioni in grado di risolvere le problematiche tipiche di alcune figure all’interno di specifiche industry”.

Finance e Pa centrale si confermano ancora i due settori di maggiore riferimento per il business del vendor, “ma il futuro è rappresentato dai Managed service provider, veri e propri aggregatori che al mercato sono chiamati a garantire software certificato, assicurandone fruibilità e Sla”.

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