e-Commerce, numeri in crescita per il mercato italiano
23 Aprile 2012Casaleggio Associati, in partnership con Adobe Systems, ha presentato la ricerca “e-Commerce in Italia 2012: andamenti, trend di sviluppo e strategie di un mercato in crescita”. Nel Belpaese oltre 27 milioni di utenti attivi per mese con un +9,2% rispetto al 2011
Una ricerca interessante, sia per l’evoluzione del fenomeno sia per i dati raccolti, quello che riguarda l’eCommerce italiano realizzato da Casaleggio Associati in collaborazione con Adobe Systems.
Si è rilevato che nel Belpaese, di anno in anno, l’acquisto, la richiesta di informazioni, la comparazione tra qualità e prezzo o la sola promozione di un prodotto attraverso il web è cresciuto tra i cibernauti tanto da essere stimato per un valore vicino ai 19 miliardi di euro nel solo 2011.
I settori che hanno avuto maggior successo sono il tempo libero, grazie anche allo sviluppo di piattaforme di gioco online (poker texas hold’em, roulette, scommesse sportive), che rappresenta oltre la metà del mercato con una quota del 56,9%, e a seguire il turismo (24,8%) e le Assicurazioni (5,9%).
Emerge però che le aziende nostrane hanno una limitata presenza sul mercato internazionale dovuti ai scarsi risultati ottenuti nel periodo cosiddetto di "sperimentazione". Comunque sia, rispetto ai primi anni del duemila, l’eCommerce online in Italia risulta essere la chiave di volta per sviluppare il proprio business sia per gli utenti finali sia per le aziende. In più, proprio per queste ultime, vi è la possibilità e l’esigenza di promuovere l’attività oltre i confini italiani, e non solo per accrescere il fatturato, ma anche per crearsi degli spazi vitali per contrastare la concorrenza internazionale. Fenomeno che è in via di sviluppo dopo un largo periodo di attrito.
Il concetto è sintetizzato da Davide Casaleggio, partner di Casaleggio Associati: "Il web continua ad ottenere performance migliori rispetto alla distribuzione tradizionale e rappresenta il canale di vendita che offre maggiori potenzialità in termini di crescita, nonostante la congiuntura economica non favorevole”.
Ecco alcuni dati da tenere conto per capire meglio il rapporto tra le imprese italiane e il mondo dell'eCommerce online.
- Il 33% delle aziende non vende i propri prodotti o servizi fuori dall’Italia, mentre il restante 67% è presente sul mercato internazionale con modalità differenti.
- L’attività di vendita all’estero è gestita direttamente dal 54% delle aziende attraverso il sito ufficiale in lingua italiana (24%). Chi, invece, è provvisto di lingue straniere è del 25%.
- Solo il 5% possiede strutture o sedi fisiche all’estero, mentre il 13% opera a livello internazionale perché facente parte di un gruppo multinazionale.
Annasara Bonandrini, Marketing Manager Digital Marketing, Adobe Systems Italia, spiega questo fenomeno dal punto di vista del business: "L’eCommerce rappresenta un canale sempre più strategico per le aziende che desiderano essere competitive e raggiungere il proprio target in modo efficace e differenziato permettendo, attraverso esperienze digitali coinvolgenti e fruibili su più piattaforme, un alto tasso di conversone da utente a cliente. Per supportate questa esigenza di business, Adobe mette a disposizione tecnologie all’avanguardia in grado di gestire e ottimizzare l’intero processo di acquisto online dal coinvolgimento con il brand allo shopping del cliente fino alla condivisione dell’esperienza con il prodotto sui social media”.
Attualmente le aziende distribuiscono il budget di marketing e comunicazione focalizzandosi prevalentemente nelle attività di keyword advertising, al quale viene assegnato mediamente il 23% delle risorse disponibili e di SEO (17%). All’e-mail marketing viene destinato in media il 12% delle risorse, seguito da attività sui social media (11%) e presenza nelle aree di shopping o siti comparatori di prezzi (11%).
I valori più bassi si riscontrano per le attività legate ai media tradizionali (stampa, televisione, radio) e per gli investimenti in banner e sponsorship. I Paesi in cui le aziende italiane sono presenti in misura maggiore sono Germania, Francia e Svizzera, seguite da Spagna, Regno Unito e altri Paesi dell’area Nord-europea. La presenza di operatori italiani è invece ancora molto limitata nel continente asiatico (Giappone, Cina e altri Paesi orientali), in Africa e in America Latina.














