“Calabrò ci hai deluso!”. E' l'urlo di protesta di BSA
3 Maggio 2012Business Software Alliance si lamenta per le affermazioni del presidente dell’Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni sulla tutela della proprietà intellettuale online. L’Italia attende da anni un regolamento sul copyright, ma nessuno si è mosso
BSA (Business Software Alliance) va giù pesante all'indirizzo di Antonio Calabrò, presidente di Agcom (Autorità per le garanzie delle Comunicazioni) sulle affermazioni di quest’ultimo contenute nella relazione di fine mandato che, di fatto, rinunciano a deliberare il regolamento sulla tutela della proprietà intellettuale sul web. Un regolamento atteso in Italia da anni ma mai venuto a compimento. La delusione che Business Software Alliance, è condivisa con altre associazioni e aziende, nonché avvalorata da Confindustria Cultura Italia e da FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana).
“Si tratta dell’ennesima battuta d'arresto dell’Italia sul fronte della tutela del copyright nelle reti digitali - ha duramente commentato Matteo Mille, presidente di BSA Italia -. L’intero settore attende da mesi l’approvazione di un regolamento che aiuterebbe il nostro sistema a non avere un software su due illegalmente utilizzato. Una piaga contro la quale ci battiamo da anni, in un contesto web tuttora privo di chiara regolamentazione a tutela della proprietà intellettuale”.
L’Italia appare l’ultima ruota del carro in Europa da questo punto di vista. In altri Paesi dell’Unione, infatti, questo tipo di provvedimento ha fornito risultati interessanti e dove l’Authority ha pieni poteri a far rispettare le norme a tutela del copyright.
“Ma nonostante gli sforzi di tutte le realtà impegnate in questa battaglia – continua Mille -, il nostro Paese rimane incluso nella Watch List dello Special 301 Report, come si legge chiaramente nelle motivazioni addotte dall’Office of the United States Trade Representative per mantenere l’Italia sotto osservazione”.
La mancanza di regole fissate dall’organo competente penalizza il sistema economico italiano che, in questa situazione, non può essere considerato affidabile come partner commerciale. La protesta e l’indignazione di BSA, principale organizzazione del settore software, che rappresenta circa cento aziende di livello mondiale che investono ogni anno miliardi di dollari per creare soluzioni volte a potenziare lo sviluppo economico e a migliorare la vita quotidiana di tutti, appare più che giustificata.















