Netcomm eCommerce Forum 2012
17 Maggio 2012A dispetto della sfiducia generalizzata, il mercato eCommerce italiano tiene bene la crisi e si rivela, addirittura, come uno dei principali motori per il rilancio del nostro Paese
Si è tenuto a Milano la settima edizione del Netcomm eCommerce Forum 2012, che ha raccolto la presenza di circa 4000 persone tra aziende, professionisti e giornalisti e durante il quale si sono presentati i dati sull'analisi riguardante l'eCommerce italiano.
Da aprile 2011 gli utenti attivi online sono cresciuti dell'11% raggiungendo, negli ultimi tre mesi 2012 (fonte Human Highway), quota 10 milioni. Inoltre, anche fatturato ed export crescono a ritmo costante. Dunque, per l'eCommerce del mercato italiano, i numeri registrano una buona crescita.
Alessandro Perego, Responsabile Scientifico Osservatorio B2c Netcomm - Politecnico di Milano, ha dichiarato: 'Secondo le stime, la crescita del commercio elettronico italiano per il 2012 si manterrà intorno al 18%, un valore poco distante da quello dello scorso anno, per un fatturato previsto di circa 9,5 Miliardi di euro. L’export, composto per il 55% dal turismo e per il 33% dall’abbigliamento, cresce del 21% e raggiungerà a fine 2012 un valore totale di oltre 1,6 Miliardi di euro'.
Nonostante questo, l’Italia è un paese che ancora importa troppo (2,8 Miliardi di euro) e che soffre un ritardo cronico nell’alfabetizzazione digitale rispetto ai cugini europei. Gli italiani che usano la rete nelle fasce d’età tra i 55 e i 74 anni sono infatti il 22%, contro una media europea del 40%. Quelli tra i 25 e i 54 anni sono il 60%, contro una media del 76%, mentre quelli tra i 16 e i 24 anni sono l’81%, contro una media del 91% (ben 10 punti percentuali in meno).

Solo una porzione ridotta di tutti coloro che navigano effettua acquisti online (15%), contro una media europea del 43%. In Spagna sono il 27%, in Francia il 53%, in Germania il 64% e in UK il 71%. Sempre da un confronto con gli altri paesi, emerge come l’Italia resti indietro sia in termini di livello di innovazione tecnologica e produttività (posizionandosi esattamente nel quadrante opposto rispetto agli USA) sia per quanto riguarda la competitività e la penetrazione della banda larga.

Roberto Liscia, Presidente di Netcomm – Consorzio del Commercio Elettronico Italiano – ha dichiarato: 'La strategia di Netcomm si baserà quindi su 5 pilastri fondamentali, ovvero sviluppo dell’offerta, incentivi alla domanda e all’export, semplificazione delle regole, sviluppo di sistemi di pagamento-logistica, codici-condotta-certificazione. Tra le proposte per le imprese chiederemo la detassazione parziale dei ricavi delle PMI da eCommerce internazionale B2C e la concentrazione dei fondi europei su priorità coerenti con gli obiettivi dell’Agenda Digitale. Per le famiglie, IVA ridotta al 10% per eCommerce di prodotti B2C, sviluppo di sistemi di pagamento elettronici di home banking basati su SEPA come MyBank e certificazioni di qualità. Inoltre la creazione di distretti virtuali digitali e consorzi di imprese attraverso opportuni strumenti finanziari, sviluppo di piattaforme WIKI delle imprese del Made in Italy per consentire alle piccole aziende italiane di consorziarsi e la creazione di un Istituto per il Commercio Estero Digitale. Perché l’Europa e il mercato unico digitale, con 500 milioni di consumatori, è un’opportunità di rilancio del nostro Paese che non possiamo lasciarci sfuggire'.















