R1 mette a fattor comune le esperienze del canale
4 Giugno 2012Secondo il system integrator l’offerta di tecnologie It può essere ottimizzata delegando alle terze parti il compito di monitorare le esigenze del pubblico e favorire l’interscambio delle competenze
Soluzioni It “chiavi in mano”.
Sono quelle che R1 offre ai clienti della Pubblica amministrazione e delle medio-grandi imprese nell’ambito della partnership tecnologica attiva con Emc.
Il system integrator, nato quasi vent’anni fa a Roma per iniziativa di un gruppo di esperti di informatica, è oggi una delle principali realtà del canale con cui il vendor collabora per quanto riguarda le strategie di posizionamento e di consolidamento dell’offerta sul mercato italiano.
In occasione del recente Forum Pa, in particolare, R1 ha avuto modo di presentare i progetti di ottimizzazione delle infrastrutture informatiche dei clienti realizzati con l’ausilio delle tecnologie Emc, tra i quali spicca il lavoro svolto con l’Università Campus Biomedico relativamente allo snellimento e all’aumento di capacità dei sistemi storage utilizzati all’interno dell’istituto.
“Da parte nostra, si è trattato dell’implementazione di un sistema modulare e dinamico basato su dischi a stato solido dotati ciascuno di 50 terabyte di spazio, che ha permesso ai responsabili del sistema informativo dell’Università di diminuire lo spazio complessivo occupato dai dati e di fruire di questi ultimi in maniera modulare, ovvero di disporne secondo un movimento automatico che ne modifica ogni volta il posizionamento a seconda delle esigenze di equilibrio del sistema stesso; il che ha portato a un aumento di velocità nella ricerca e nell’utilizzo delle informazioni di otto volte” spiega Giancarlo Stoppaccioli, amministratore delegato di R1.
Ma qual è il valore aggiunto che un partner del canale indiretto attualmente può fornire agli utenti delle soluzioni It?
“Che si parli di clienti appartenenti al settore pubblico o al mondo variegato delle piccole e medie imprese il punto è uno solo: rendere chiaro al management dell’azienda che l’It è un fattore di produzione e non una fonte di costi - prosegue Stoppaccioli -. Ora, se è vero che la consapevolezza del valore strategico degli asset informatici generalmente è più evidente presso le organizzazioni private che non nella Pa, questo non significa che dal confronto tra i due universi non possano scaturire nuove idee e nuovi modi di concepire e utilizzare l’It. La prerogativa di un buon partner tecnologico, allora, deve essere la capacità di capitalizzare le esperienze raccolte e condivise con i clienti per ricavarne know how e linee di azione da mettere a disposizione del mercato, sia sul fronte degli utenti finali che su quello dei vendor”.
Da qui l’impegno della società a favore di una politica di aggregazione e di interscambio delle competenze nella filiera, che si concretizza attraverso diverse iniziative, a partire dalla partecipazione di R1 ai lavori per l’Agenda digitale.
Un’offerta prodotti a 360 gradi
Coerentemente con la linea di business intrapresa, la proposizione commerciale di R1 abbraccia tutte le più importanti tendenze tecnologiche del mercato.
Dal project management, inteso come capacità dello staff tecnico di occuparsi per intero delle fasi di implementazione e di manutenzione dei progetti It, alla virtualizzazione e networking e alla gestione documentale, per snellire i processi di output dei grandi clienti enterprise.
Business storico del marchio, che ancora oggi genera circa il 50% del fatturato, è dato infine dall’offerta ai clienti di prodotti hardware e software multivendor, per cui l’azienda dispone di divisioni specialistiche e di appositi servizi di consulenza e di supporto.















