E-book: opportunità di sviluppo oppure ostacolo per gli editori?
27 Giugno 2012Dai risultati dello studio effettuato dall'Aie e presentati in occasione di Editech 2012 è emerso come l'editoria elettronica rappresenta una sfida ricca di opportunità per le case editrici. L'e-book infatti è il mezzo preferito di chi si autopubblica, ma il suo consumo sembra portare a un parallelo aumento del consumo di titoli cartacei.
E' un mondo editoriale in profonda trasformazione quello che è stato descritto la scorsa settimana a Milano in occasione di Editech 2012, l'edizione annuale della giornata internazionale di studio e di approfondimento organizzata dall'ufficio studi dell'Associazione italiana editori (Aie): cambiano le strategie di offerta e cambiano le abitudini di consumo del pubblico dei lettori, ma si modifica anche il quadro delle risorse economiche a disposizione di chi intende fare il proprio ingresso nel mondo dell'editoria.
Il fenomeno più importante messo in luce da Editech 2012, infatti, è quello del Selfpublishing, ovvero la tendenza, particolarmente invalsa negli Stati Uniti, all'autopubblicazione da parte dei giovani autori.
Un trend che negli Usa risulta in netto aumento nell'ultimo anno (+ 58% nel 2011 sull'anno precedente per un totale di 211.269 titoli autopubblicati) ma che ancora non riesce a camminare sulle proprie gambe, se è vero che meno del 10% degli autori “fai da te” riescono a vivere del proprio lavoro.
Il fenomeno, poi, sembra si stia ritagliando un proprio ruolo anche in Italia, con un numero di titoli in self publishing di circa 40.000 unità e la Lombardia a fare da apripista, con una percentuale di autori appartenenti a questa categoria del 19% sul totale nazionale.
La sorpresa degli e-book
La Lombardia, poi, risulta al passo con l'innovazione anche per quanto riguarda un'altra tendenza di rilievo nell'universo dell'editoria internazionale: gli e-book, che se, da una parte, si pongono in linea e a sostegno del fenomeno del self publishing (chi si autopubblica preferisce utilizzare il canale) dall'altra segnano la strada verso un'evoluzione del lavoro dell'editore che, pur in un contesto di trasformazione e dunque di difficoltà, potrebbe ridare slancio all'attività.
Il dato più significativo da questo punto di vista, infatti, è che chi fa consumo di e-book legge di più e, tendenzialmente, acquista anche più libri in formato cartaceo, e in ogni caso non ne diminuisce l'utilizzo.
Lato domanda, perciò, esisterebbe una relazione di proporzionalità diretta tra il cartaceo e il digitale, che i numeri confermano: negli Usa il 30% di un campione analizzato ad hoc risponde di spendere di più nell'acquisto dei libri da quando ha inserito nel proprio paniere di spesa anche gli e-book, mentre il 50% dichiara addirittura di aver aumentato l'acquisto di testi cartacei da quando ha approcciato il formato digitale.
I dati seguono più o meno la stessa falsariga in Italia, anche se bisogna considerare che, in generale, chi si mostra disposto a mantenere il doppio impegno sul digitale e sul cartaceo è comunque un lettore cosiddetto forte: fatto 100 il totale di chi acquista libri di carta il 22% sono compratori forti, mentre gli stessi salgono al 35% se si tratta di e-book.
Per quanto riguarda il totale delle copie, i compratori forti ne acquistano il 60% se si tratta di libri digitali e il 53% nel caso dei libri di carta. Infine, lo studio Aie rileva un aumento della preferenza dei lettori per i device mobili multifunzione, con tablet e smartphone
che passano dal 13% dello scorso anno al 24% misurato a maggio 2012.















