Micro Focus, profittabilità con le soluzioni basate su logica Cobol


24 Luglio 2012

Attento alle evoluzioni tecnologiche, il vendor aiuta le aziende ad alleggerire i sistemi legacy, mentre conferma il suo impegno con i partner


Siamo un'azienda profittevole con margini superiori al 40%”.

Come questo sia possibile in un momento di recessione quale quello attuale ce lo spiega Pierdomenico Iannarelli, Regional manager Italia&Gme di Micro Focus.

Ci sono diversi elementi che ci aiutano a crescere, anche se meno rispetto al passato, il primo dei quali è la fedeltà dei nostri clienti con il 90% di rinnovi di manutenzione. E poi c'è la capacità di adeguarsi all'evoluzione dei mercati e più in generale del mondo tecnologico”.

 

Oggi Micro Focus si presenta come fornitore di soluzioni di enterprise application modernization, testing e management supportando le aziende a far evolvere i loro sistemi mainframe, ottimizzando e riducendo i costi e offrendo soluzioni basate su logica Cobol  sulla quale realizza il 65% del proprio fatturato.

 

Ma è un Cobol diverso da quello degli inizi, è un tool di sviluppo di applicazioni enterprise basato su logica Cobol, una logica oggettiva, diversa da quella Java, soggettiva, legata alla capacità di sviluppo del singolo”.

L'evoluzione del Cobol è infatti diventata Visual Cobol, soluzione che permette alle aziende di continuare a utilizzare le loro piattafomre It senza alcun problema di riscrittura del codice.

 

Di fronte ai cambiamenti che si sono verificati nel corso degli anni abbiamo deciso di sfruttare quello che era stato già fatto per migliorare il go to market. Una scelta vincente che ci ha consentito di evolverci velocemente, senza eccessivi investimenti. Per tutti questi motivi – sostiene il manager – abbiamo un margine elevato che ci permette di avere cash flow”.

 

Questa disponibilità di denaro ha consentito all'azienda acquisizioni importanti come quella di Borland e Compuware per ampliare l'offerta relativa al testing, lanciando una linea di prodotti nuovi.

 

Dallo scorso maggio, poi, le responsabilità del manager si sono allargate anche ai mercati dell'area Golfo, dalla Grecia a Israele agli Emirati Arabi.

Si tratta di region con sui stiamo lavorando molto bene – precisa Iannarelli - anche se per motivi diversi. La Grecia, per esempio, ha bisogno di essere produttiva e di risparmiare sui costi, cosa che i nostri prodotti consentono di fare. Con country come Turchia e Cipro e appunto la Grecia lavoriamo sulla migrazione e modernizzazione di applicazioni già esistenti. Con l'area che riguarda Israele, il Bahrain o gli Emirati lavoriamo, invece, proponendo nuove applicazioni. Questi, infatti, sono Paesi che hanno capacità di investimento superiore alle nostre”.

 

In Italia Micro Focus si rivolge alle società di tutte le dimensioni del settore bancario (“che sta investendo ora” dice il manager), della Pa, del manifatturiero (“che ha, invece, rallentato gli investimenti”) e ci sono ben 165.000 clienti che utilizzano i prodotti del vendor tra quelle di fascia piccola. Importante è anche il lavoro che Micro Focus svolge attraverso i propri partner, system integrator e sviluppatori, anch'essi attenti alle evoluzioni tecnologiche, in primis il cloud.

 

Oltre il 60% del nostro fatturato è realizzato con le terze parti – dice Iannarelli -. Ci sono anche importanti sinergie tra i nostri partner nelle varie region, per cui è capitato di mettere in contatto un partner italiano che aveva sviluppato applicazioni per il settore assicurativo con un partner israeliano che aveva lavorato a un'altra parte del prodotto. I due soggetti si sono accordati per andare a proporre una soluzione nuova e completa”.

Previste certificazioni dei partner per garantire agli utenti finali competenza e affidabilità.

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